Restituiti i 38 reperti sottratti dal relitto di Capistello. L’auspicio è che ora tornino “a casa” al Bernabò Brea

Si è conclusa oggi a Palermo, con la restituzione di 38 reperti archeologici, da parte del direttore dell’Allard Pierson Museum di Amsterdam, Wim Hupperez, alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, la vicenda relativa alla sottrazione illecita di questi cimeli da un relitto affondato nella Secca di Capistello a Lipari. 

 Presenti alla cerimonia di consegna, oltre al direttore del museo olandese, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, la soprintendente del mare, Valeria Li Vigni e il comandante del Nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri, maggiore Giangluigi Marmora.


I reperti, tutti provenienti da quello che è stato soprannominato il “relitto maledetto” (per via di incidenti, anche mortali che hanno interessato sub e studiosi), furono individuati dal professor Sebastiano Tusa, in occasione di una mostra tenutasi ad Amsterdam, che non ebbe dubbi sul fatto che provenissero dai fondali eoliani. 
 “I nostri tesori - ha sottolineato l'assessore Samonà - tornano finalmente a casa, grazie alla competenza di Sebastiano Tusa e all’intervento del Nucleo di tutela del patrimonio culturale dei carabinieri. Un prezioso pezzo di storia, illecitamente sottratto, rientrato in Sicilia e che sarà restituito alla collettività”. 
 
La restituzione di oggi, è stata definita nel 2020 a seguito di un accordo tra la direzione del museo olandese e la Soprintendenza del mare. 
L’auspicio, adesso, è che i preziosi reperti possano tornare realmente “a casa” e cioè al museo “Bernabò Brea” di Lipari.