GIORGIANNI: “NON POSSO BLOCCARE SBARCHI”. LA PRO LOCO: ” NON ABBIAMO MAI CHIESTO DI PROIBIRE L’ ACCESSO”

"Nel nostro Paese la mobilità è un diritto costituzionalmente garantito e, siccome io sono un sindaco e non un podestà, il mio dovere è rispettare le leggi. Di certo, non è nei miei poteri limitare il numero di accessi all'isola a meno che non ci siano motivi contingenti e urgenti. Un esempio? Se c'è un'emergenza vulcanica, allora posso firmare un'ordinanza per vietare o limitare gli sbarchi, cosa che peraltro ho fatto, ma sono ordinanze contingibili e urgenti legate a una condizione particolare, non possono disciplinare l'ordinario. Per quello servono leggi e norme generali e nazionali". A dirlo all'Adnkronos è Marco Giorgianni, sindaco del Comune di Lipari, che comprende sei delle sette isole Eolie, replicando a distanza ai firmatari dell'appello lanciato dalla Pro loco 'Amo Stromboli' con le associazioni 'Insieme per Panarea' e 'Noi per Panarea' per uno stop al turismo mordi e fuggi nelle isole dell'arcipelago eoliano.
"Si tratta di un tema che si ripropone sistematicamente", spiega il primo cittadino, che lo scorso maggio ha firmato un'ordinanza che disciplina l'accesso sulle isole alle imbarcazioni più grandi, quelle che hanno un centinaio di posti. "Siamo l'unica amministrazione ad averlo fatto, subendo anche le contestazioni degli imprenditori del settore che lamentano un calo dei fatturati minacciando licenziamenti", sottolinea Giorgianni. Il provvedimento distribuisce la possibilità di ormeggio, alternativamente la mattina o il pomeriggio, secondo i luoghi di provenienza delle barche. "L'ordinanza non riduce il numero totale dei vacanzieri che approdano, un numero importantissimo e sicuramente sproporzionato per le dimensioni dei nostri territori - ammette Giorgianni -, ma punta a distribuire gli arrivi per mantenere le condizioni di sicurezza. E' tutto quello che posso fare. Vietare lo sbarco non è nei miei poteri".

Quest'anno, anzi, l'ordinanza è "ancora più restrittiva - dice ancora il sindaco - perché oltre a disciplinare gli orari, ho fatto sì, con il supporto dell'autorità marittima, di lasciare ogni giorno nel primo pomeriggio due ore in cui non può ormeggiare nessuno per cercare di decongestionare il traffico. E' il massimo che posso fare". Insomma, per il primo cittadino non è "giuridicamente percorribile" nessuna altra strada. Né è corretta una "discriminazione" tra turisti 'stanziali' e 'mordi e fuggi'. "Noi viviamo di accoglienza e chiunque scelga le nostre isole è assolutamente il benvenuto - avverte -. Ovviamente sono ben consapevole che presenze turistiche giornaliere così importanti in territori così piccoli e particolari come le isole minori del mio Comune possano creare dei problemi di vivibilità e una pressione su un sistema di servizi non adeguato a simili presenze. Sono l'unico che ha fatto un'ordinanza che distribuisce nella giornata gli arrivi per limitare il carico e la pressione sul territorio. Non risolve alla radice il problema ma ci sono limiti rispetto a quello che io posso fare", conclude Giorgianni.

LA REPLICA DELLA PRO LOCO AL SINDACO - "Non abbiamo mai chiesto di proibire l'accesso alle isole né fatto alcuna 'discriminazione' tra i turisti, che sono utenti a cui bisogna offrire un servizio adeguato. Il nostro obiettivo è solo scongiurare quello che è accaduto l'anno scorso: serve una regolamentazione degli arrivi". Arriva a stretto giro di posta con l'Adnkronos la replica di Rosa Oliva, presidente della Pro loco 'Amo Stromboli', al sindaco di Lipari, Marco Giorgianni. La querelle è quella che riguarda gli approdi nell'arcipelago eoliano, che durante i mesi di alta stagione arriva ad accogliere oltre 12mila vacanzieri. Troppi per isole piccole come quelle di Stromboli o Panarea. "Noi chiediamo che l'arco temporale di permanenza sull'isola sia ridotto durante i mesi di maggiore affluenza, quando Stromboli 'scoppia' di presenze e raggiunge numeri pazzeschi, e sia ampliato nei mesi di bassa stagione", sottolinea Oliva, parlando anche a nome di Nanni Fadini, presidente di 'Insieme per Panarea' e Federica Rosso, presidente di 'Noi di Panarea', che al primo cittadino tornano a chiedere un incontro. C'è poi un altro aspetto, che per la presidente della Pro loco di Stromboli merita attenzione. "Occorre reinvestire i proventi della tassa di sbarco sull'isola - dice -. Qui i servizi pubblici sono ridotti al lumicino, mancano, a esempio, i servizi igienici pubblici e non esiste un sistema fognario pubblico ma pozzi neri privati. E' necessario poter offrire ai visitatori servizi adeguati, ecco perché occorre reinvestire sull'isola i cinque euro della tassa di sbarco. Si tratta di problemi che si trascinano da anni senza che vi venga posto rimedio", conclude.