E’ arrivata a Canneto la reliquia di San Cristoforo proveniente dalla Concattedrale di Urbania nelle Marche



E' arrivata a Canneto, con la motovedetta dell'Arma, la reliquia di San Cristoforo, proveniente dalla Concettedrale di Urbania. Si tratta di un frammento osseo del Santo che resterà per sempre nella Basilica cannetara. 

A portarla è stato il parroco della Concattedrale, don Nino Maluccio.

All'arrivo la reliquia, contenuta in un braccio argenteo di 63 centimetri, riproducente il braccio del simulacro di San Cristoforo, è stata accolta dalle Confraternite, dai fedeli e dalle autorità civili (il sindaco Gullo e il vice Merlino) e militari.

Dopo la processione, all'interno della Basilica, è avvenuta la consegna a Mons. Letterio Maiorana che ha provveduto a posizionarla sul tronetto.

Al centro del braccio (reliquiario) la reliquia è circondata da pietre rosse. 

La mano del reliquiario tiene un bastone fiorito come nel simulacro e vuole ricordare il momento della vita di San Cristoforo, quando, nell'attraversare il fiume, piantando il bastone, con il quale si accompagnava, questo fiorì.

Alla base del reliquiario gli angeli reggono un cartiglio con la frase: RELIQUIA EX CORPORE SANCTI CHRISTOPHORI MARTIRIS A PARROCHO MONS. LETTERIO MAIORANA POSTULATA ET A CUMCATHEDRALE URBANENSIS CONCESSA ANNO DOMINI MMXXII


All'evento dedicheremo ampio spazio nelle prossime ore con foto e video del direttore di Eolienews e altre foto di Marina Centorrino


San Calogero: Area panoramica a rischio cedimento. Intervento dei vigili del fuoco e sollecitazione al Comune

I vigili del fuoco del distaccamento di Lipari sono intervenuti in localita S.Calogero a seguito di segnalazione riguardante delle fessurazioni sul terreno nella piazzola, a picco sul mare, adibita a sosta panoramica e dotata di tavoli per il picnic. 
I vigili hanno immediatamente interdetto e delimitato l'area che, potenzialmente, è a rischio cedimento. 
Da quanto trapela i vvf hanno segnalato al Comune il pericolo prescrivendo interventi immediati quali il transennamento e la messa in sicurezza. 
Il sito (nella foto), come è risaputo, è molto frequentato dagli escursionisti

L’occhio dei satelliti Sentinel sullo Stromboli. Studio dell’ASI sul vulcano eoliano

 Lo studio completato presso l’ASI è stato realizzato grazie ai dati forniti da Sentinel-2 e Sentinel-5P del Programma Copernicus dell'Unione Europea

(Fonte ASI) Sviluppato un metodo innovativo che combina i dati atmosferici con le immagini dell'osservazione della Terra per sondare il comportamento del vulcano Stromboli, noto per le sue frequenti e violente eruzioni.

L’analisi potrebbe aiutare i vulcanologi a caratterizzare i rischi di eruzioni, supportando gli sforzi di mitigazione nelle comunità locali.

Il progetto – completato presso l'Agenzia Spaziale Italiana – è stato realizzato grazie ai dati forniti da Sentinel-2 e Sentinel-5P del Programma Copernicus dell'Unione Europea. La ricerca 'High resolution monitoring of volcano degassing with Sentinel-5P and integrated data analysis with Sentinel-2 and ground stations' è stata presentata da Deodato Tapete, ricercatore presso l'Unità UDS - Downstream e Servizi Applicativi di ASI durante l'ultima edizione dell'ESA Living Planet Symposium a Bonn.

Stromboli ha eruttato in modo intermittente da quando sono iniziate le registrazioni. Nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte rispetto ad altri vulcani come l'Etna, queste esplosioni possono essere violente. 

Il termine "eruzione stromboliana" è ora usato per descrivere esplosioni simili in tutto il mondo.

Le emissioni di anidride solforosa dai vulcani come lo Stromboli sono associate alla presenza di magma in prossimità della superficie. Di conseguenza, il monitoraggio di questo gas può fornire informazioni sullo stile e sull'intensità delle eruzioni.
Tuttavia, molti sensori spaziali non hanno la sensibilità per rilevare i cambiamenti su piccola scala nelle concentrazioni di anidride solforosa che sono collegati all'attività stromboliana. Lanciato nel 2017, Copernicus Sentinel-5P è dotato di uno strumento di monitoraggio troposferico (TROPOMI) che fornisce informazioni ad alta risoluzione sui principali gas atmosferici.

L'analisi è basata sui dati sulla densità della colonna verticale di anidride solforosa raccolti da TROPOMI tra maggio 2018 e maggio 2021, periodo in cui si sono verificate diverse sequenze di eruzioni con livelli di intensità variabili. Nell'ambito del progetto, i ricercatori hanno sviluppato un metodo utilizzato per trasformare questi dati in una serie temporale che descrive in dettaglio le abbondanze di anidride solforosa su Stromboli. Usando questo metodo hanno individuato casi in cui i livelli del gas erano particolarmente alti.

Per interpretare correttamente questi dati sono necessarie informazioni contestuali sull'attività del vulcano.Per ottenerle gli scienziati hanno ispezionato le immagini raccolte dallo strumento multispettrale a bordo di Copernicus Sentinel-2 per cercare i segni rivelatori dell'attività vulcanica, come la colata di lava dal cratere di Stromboli.Utilizzando questo approccio, sono stati in grado di associare periodi di emissioni elevate a casi noti di attività vulcanica.

Per convalidare questi risultati i ricercatori hanno utilizzato le misurazioni raccolte dalle reti di sensori di terra su Stromboli, che sono riportate nei bollettini ufficiali emessi regolarmente dai team degli osservatori vulcanologici. Confrontando le serie temporali sviluppate con i dati TROPOMI con le misurazioni in situ, sono stati in grado di identificare le interferenze da altre fonti di anidride solforosa, come quelle provenienti da altri vulcani come l'Etna o da attività antropiche. In futuro il team prevede che il loro metodo di analisi sarà applicato dai vulcanologi per indagare e monitorare altri vulcani stromboliani in tutto il mondo.
“Il metodo che abbiamo sviluppato nell'ambito di questa attività di ricerca - afferma Alessandra Cofano remote sensing scientist - aderisce al concetto olistico di osservazioni multi-banda e multi-missione che è alla base dell'intero programma di osservazione della Terra di Copernicus . Non vediamo l'ora di esplorare la possibilità di utilizzare questo approccio per studiare altri vulcani stromboliani in tutto il mondo"

Ex teatro in Fiera. Franza (Gruppo Caronte & Tourist): "“Demolire e non ricostruire beni del demanio regionale dopo anni impiegati a non fare e a impedire di fare: ecco il salto di qualità dell’AdSP dello Stretto”.

COMUNICATO STAMPA

 

Vincenzo Franza (AD del Gruppo Caronte & Tourist) sulla vicenda dell’ex Teatro in Fiera.

 

“Demolire e non ricostruire beni del demanio regionale dopo anni impiegati a non fare e a impedire di fare: ecco il salto di qualità dell’AdSP dello Stretto”.

 

“C’è un enorme problema di metodo e una enorme carenza di democrazia. E’ tempo di dire basta a questa mistica dell’uomo solo al comando; è tempo che il pallino torni in mano a quelle Istituzioni espressione del volere popolare”.

Messina - 2/7/2022 - C’è un bel dibattito in corso in città sulle sorti dell’area dove sorgeva il Teatro in Fiera, un dibattito polarizzato ma anche trasversale, con interessanti riflessioni e singolari prese di posizione individuali. Un dibattito, tuttavia, come spesso capita a Messina, concentrato esclusivamente sul merito, mentre c’è all’orizzonte l’ennesimo, enorme problema di metodo.

Da membro del Tavolo del Partenariato del mare, che non è stato in alcun modo coinvolto in questa decisione dell’AdSP, non posso non rilevarlo.

Accade infatti che un Ente statale chiamato a gestire anche terreni del demanio regionale (come quello in parola), nell’ambito di un importante processo di riqualificazione di un’area pregiatissima della nostra città proceda a demolire un manufatto ivi contenuto nell’ambito di un progetto di manutenzione tramite demolizione/ricostruzione, e poi però decida di non procedere alla ricostruzione (o anche alla ricollocazione in altro sito, magari più pregiato) prendendo a pretesto la rescissione ordinata dal Consiglio di Giustizia Amministrativo -e la successiva rinuncia delle altre ditte- nonché una presunta consultazione della quale non è dato conoscere i dettagli quali-quantitativi.

Al di là del contenuto, l’intollerabile retorica dell’uomo solo al comando, che ha caratterizzato le più recenti governance dell’AdSP dello Stretto – naturalmente indotta dalla cancellazione del Comitato Portuale, nel quale trovavano rappresentanza tutte le categorie di stakeholders pubblici e privati - trova ancora una volta plastica rappresentazione in un evento che avrebbe potuto davvero segnare una svolta in direzione di democrazia e partecipazione nella gestione della cosa pubblica e dei beni comuni.

Ospedale di Lipari sempre più in "coma". Per una problematica che potrebbe risolversi…

Per una problematica che, in ambito ospedaliero, potrebbe risolversi (la seconda ambulanza, per la quale è stato pubblicato il bando) ne emergono altre. 

L’ortopedico ospedaliero, dislocato a Lipari, il 30 giugno ha ultimato il suo servizio e, al momento, non gli è stata rinnovata la disposizione. 

Uno dei due ortopedici territoriali cesserà l’incarico (era di sei mesi) il prossimo quindici luglio; l’altro è in servizio solo il lunedì dalle otto alle undici. 

 Da sottolineare, infine, la necessità di fare tornare pienamente efficiente, e al più presto, la camera iperbarica dell’ospedale: indispensabile sempre ma ancor di più adesso che le Eolie sono frequentate da centinaia di sub, categoria alla quale, più volte, nel passato, è stata, con essa, salvata la vita.

Lipari: Pubblicato il bando per attivare la seconda ambulanza

 L'ASP di Messina ha pubblicato il bando che permetterà, una volta che questo sarà aggiudicato, di attivare su Lipari, una seconda ambulanza (non medicalizzata) per il servizio di emergenza - urgenza per codici di bassa gravità. Opererà in aggiunta al  servizio ordinario del 118 con ambulanza medicalizzata. Il bando è riservato alle associazioni di volontariato.

L'attivazione della seconda ambulanza rientrava nella "lista della spesa" consegnata a Malfa da Daniele Corrieri di Controcorrente al commissario dell'Asp Messina, Bernardo Alagna. 

Salina “Isola verde” 70 prosciolti, 13 rinviati a giudizio : Cade la grave accusa di associazione a delinquere. Rinvii a giudizio per reati minori

Messina, Cronaca 

Il tribunale di Barcellona
(di Leonardo Orlando - www.gazzettadelsud.it - Nell'operazione “Isola Verde” degli iniziali 83 indagati solo in 13 sono stati rinviati a giudizio dopo essere stati a loro volta prosciolti da una serie di reati gravi.
Si è infatti concluso ieri, con in gran parte l'effetto di un flop, il procedimento giudiziario che pendeva da oltre un anno dinanzi al Gip del Tribunale. Procedimento scaturito dalla maxi inchiesta giudiziaria denominata “Isola Verde” sul presunto sacco edilizio che si sarebbe consumato fino al 2016 sul territorio di due comuni dell'Isola di Salina, Santa Marina e Malfa, ed in cui sono stati coinvolti ben 83 indagati, adesso quasi tutti prosciolti dalle gravi accuse mosse a seguito di una informativa dei carabinieri e dalle conclusioni a cui era giunta l'allora sostituto procuratore Federica Paiola. Infatti, il gup Giuseppe Sidoti, nell'udienza che era stata fissata per le eventuali repliche dei difensori e della pubblica accusa, al termine degli interventi difensivi che fino a novembre scorso erano stati articolati in diverse udienze camerali, degli 83 imputati, ha rinviato a giudizio, dopo averli prosciolti da accuse gravi, solo 13 di essi. 
*Nell'udienza del 16 dicembre, dinanzi ai giudici del Tribunale in composizione collegiale, dovranno comparire per essere processati, in prevalenza per reato di falso in atto pubblico e altri reati contro la pubblica amministrazione, l'ex sindaco di Santa Marina Massimo Lo Schiavo, 49 anni, il capo dell'ufficio tecnico dello stesso comune Giuseppe Caravaglio, 56 anni; il geometra Antonio Podetti, 59 anni, un tecnico libero professionista che ha operato in regime di monopolio nei comuni di Santa Marina e Malfa; l'architetto Elena Caruso, 52 anni di Milazzo, all'epoca dei fatti dipendente dell'Ufficio tecnico comunale di Santa Marina Salina; un geometra dello stesso ufficio Antonio Battaglini, 57 anni; l'attuale sindaco di Santa Marina, Domenico Arabia, 43 anni; Sergio Zavone, 41 anni, Giuliana Cafarella, 33 anni, Daniela Virgona, 50 anni, Mario Virgona, 52 anni, Santino Ofria, 58 anni, Carmelo Pinto Vraca, 66 anni, Salvatore Perillo, 48 anni, questi ultimi privati cittadini.
 Soprattutto l'ex sindaco di Santa Maria Massimo Lo Schiavo, il capo dell'ufficio tecnico dello stesso comune Giuseppe Caravaglio, il geometra Antonio Podetti, 59 anni, libero professionista già sindaco di Leni, l'architetto Elena Caruso, il geometra dello stesso ufficio Antonio Battaglini, e l'attuale sindaco di Santa Marina, Domenico Arabia, pur essendo stati rinviati a giudizio hanno ottenuto assoluzioni e proscioglimenti da una serie di reati contestati dalla Procura. Reati che in molti casi sono stati riqualificati dallo stesso giudice in reati meno gravi di quelli formulati.
Tutti i particolari nell'edizione di oggi di Gazzetta del Sud

* Nota del direttore di Eolienews-  Aldilà del fatto che, durante il processo,  i tredici rinviati a  giudizio, potranno dimostrare la loro innocenza, occorre sottolineare come importante sia il fatto che è caduta la gravissima accusa di associazione a delinquere

"La Chiesa, le Reliquie, il Simulacro". Interessante convegno ieri a Canneto

Si è tenuto ieri sera nel salone parrocchiale, attiguo alla Basilica di San Cristoforo a Canneto, l'interessante e partecipato convegno dal titolo "La Chiesa, le Reliquie, il Simulacro". 

I lavori, introdotti e coordinati da Mons. Letterio Maiorana, parroco della Basilica, hanno visto le relazioni dello storico eoliano, dottor Giuseppe La Greca, del sacerdote Piero Di Perri Santo (dottore in Teologia Dogmatica) e della dottoressa Rosaria Catania Cucchiara, restauratrice. 

In apertura è intervenuta  Giusy Lorizio, presidente della Pro Loco

La Greca ha relazionato su quello che è stato il "cammino", a partire dalla  fine del 500, della comunità di Canneto, legandolo alla vita delle chiese di San Cristoforo e San Vincenzo, soffermandosi anche su situazioni, sino ad ieri pressochè sconosciute. Ha anche mostrato delle foto inedite, chiudendo l'intervento con un doveroso omaggio a Mons.Gennaro Divola.

Di Perri Santo ha parlato delle Reliquie, della loro diffusione, dell'importanza che hanno nella storia della Chiesa. Soffermandosi anche su quelle di San Cristoforo. 

Infine la Catania Cucchiara, anche con l'utilizzo di slide, ha esposto quello che è l'importante lavoro di restauro che sta  compiendo sul simulacro di San Cristoforo

Le foto a corredo dell'articolo sono di Marina Centorrino