Il mare di Filicudi restituisce tre antiche anfore risalenti al III-II secolo a.C.

(ANSA) - PALERMO, 23 GIU - Tre anfore integre, di cui due più piccole di tipologia MSG 2 del III secolo a.C. ed una di maggiori dimensioni di tipologia greco-italica del II secolo a.C. oltre ad alcuni frammenti di un'anfora di provenienza tunisina, sono stati recuperati ieri nel mare antistante l'isola di Filicudi, nelle Eolie.
Le anfore sono state rintracciate durante le operazioni di controllo effettuate dalla Soprintendenza del Mare, alla presenza della Soprintendente Valeria Li Vigni, di Pietro Selvaggio del Nucleo subacqueo e dell'ispettore onorario, Salvino Antioco. Il recupero è stato possibile grazie alla collaborazione offerta dall'armatore del catamarano Kaskazi Four e dall'associazione "Attiva Stromboli". Le anfore sono state consegnate al Museo di Filicudi. "Siamo stati tempestivi - dice la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni - in un'operazione di monitoraggio e recupero che ha salvaguardato alla pubblica fruizione i beni, che da oggi saranno visibili al museo Bernabò Brea, nella sezione distaccata di Filicudi. Un'operazione che ci riempie di gioia e ci motiva giornalmente nell'attività di vigilanza, recupero e tutela dei beni custoditi in fondo al mare".
"Il mare delle Eolie - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà - si rivela ricco di reperti che testimoniano la vitalità dei traffici commerciali che hanno animato il mare della Sicilia nel passato. Ancora una volta la collaborazione tra le associazioni e la Soprintendenza del Mare si è rivelata preziosa consentendoci di recuperare e proteggere un prezioso patrimonio che rimane nella sua sede di ritrovamento nel senso di una continuità di lettura". (ANSA).

Legambiente: Stop all’invasione dei barconi turistici giornalieri nelle isole di Stromboli e Panarea. Il turismo non deve distruggere

Comunicato Legambiente del Tirreno

Raccogliamo il giusto appello lanciato nei giorni scorsi dalla Pro Loco Amo Stromboli e dalle associazioni “Insieme per Panarea” e “Noi per Panarea” le quali, facendosi espressione delle istanze provenienti sia dalla popolazione che dagli operatori turistici e commerciali, invocano provvedimenti urgenti per salvaguardare l'unicità e l'eccezionalità del patrimonio naturalistico, culturale, antropologico di Stromboli e Panarea e, allo stesso tempo, promuovere e valorizzare un turismo sostenibile. Come Legambiente facciamo appello al Ministero dell'Ambiente, gli Assessorati regionali siciliani al Territorio e al Turismo, e, naturalmente al Sindaco di Lipari affinché cessi questo scempio del territorio. Un intenso e incontrollato flusso turistico giornaliero che, in particolare nel caso di Stromboli, non soltanto è dannoso per l'ecosistema e per l'economia locale, ma contraddice assurdamente l'esigenza, sottolineata dal mondo scientifico e dalle stesse istituzioni, di una gestione razionale degli arrivi, dal momento che l'isola deve fare i conti con un vulcano perennemente attivo e caratterizzato da intense fasi eruttive e da eventi imprevedibili e parossistici. Nei giorni di maggiore affluenza sull'isola sbarcano nel corso della giornata circa 10mila persone, circostanza del tutto incompatibile non solo per l'impatto ambientale che ne deriva ma con l'organizzazione di una eventuale evacuazione, sia sotto il profilo della gestione di eventuali soccorsi sia della ondata di panico che ne deriverebbe. Si rischierebbe di non riuscire a far fronte all'emergenza, con conseguenze inimmaginabili e tutto questo, ancora una volta, per un miope calcolo economico.                                                                                                                 

L'ordinanza n.53 del 1/06/2021 del Sindaco di Lipari, appare, a nostro avviso, del tutto insufficiente ad affrontare i problemi relativi al flusso turistico giornaliero nelle suddette isole, sia dal punto di vista igienico-sanitario che da quello della sicurezza legata alle caratteristiche di un vulcano attivo e del suo sul territorio. Si fa presente inoltre che sulle due isole "non esistono strade carrabili se non per piccoli mezzi; i servizi pubblici sono limitati al minimo essenziale (ufficio postale, guardia medica di primo soccorso, raccolta e smaltimento dei rifiuti). I servizi igienici pubblici sono inesistenti e il sistema fognario è del tutto costituito da pozzi neri privati. E' un ordinanza, quella emanata a Lipari, che non pone alcun limite agli sbarchi giornalieri, né tanto meno dà indicazioni per quanto riguarda il coordinamento degli sbarchi tra i mezzi pubblici di linea e quelli privati. Inoltre consente, seppure suddividendo i giorni e gli orari in base al luogo di partenza delle imbarcazioni, attività continue per tutto l’arco della giornata e per tutti i giorni della settimana. Chiediamo alle autorità competenti di coordinarsi per garantire che le normative sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, dei passeggeri e di tutti i soggetti che si trovano nell’area portuale vengano rispettate attuando una gestione attenta degli sbarchi e contingentando il numero giornaliero dei passeggeri in base alla capacità degli esigui spazi portuali e nel rispetto delle normative vigenti per la sicurezza, sanitarie e ambientali. Le Isole Eolie, sito naturale Unesco, non vogliono e non possono essere luoghi per un turismo incontrollato “mordi e fuggi”. Deve essere data la possibilità agli abitanti delle isole e a chi ci opera di ottenere, attraverso il turismo, lo sviluppo dell'economia locale specie nei mesi di minore afflusso: maggio, giugno, settembre, ottobre. Introdurre l’obbligo di prenotazione alle visite delle isole che preveda un numero massimo di disponibilità considerando i periodi turistici e l'ambiente dei luoghi. Organizzare elenchi di prenotazioni servirebbe anche alle Autorità per il controllo sia dei flussi giornalieri che per la verifica del pagamento dei ticket fermo restando che per noi di Legambiente la via maestra per conciliare il turismo con la salvaguardia dell’ambiente e dei luoghi è l’istituzione di zone a tutela speciali come l’area marina protetta o parchi naturali.

Milazzo, 23/06/2021

Il Presidente

Pippo Ruggeri

Il Coordinatore del nucleo Ginostra di Stromboli

Gianluca Giuffrè

Lipari, via libera dal governo Musumeci al Museo e al Parco geominerario della pomice

A Lipari nasceranno un Museo e un Parco geominerario della pietra pomice. Lo ha deliberato il governo Musumeci, allo scopo di preservare e valorizzare l'antico patrimonio economico-culturale presente nella più grande delle Eolie. Il progetto potrà anche riguardare attività e azioni nelle ex aree della cava, sia per salvaguardare lo stato di sicurezza, sia per riqualificare e restituire questi luoghi alla comunità isolana e ai visitatori.

«La storia dell'estrazione della pomice e dell'ossidiana sull'isola - afferma il presidente della Regione Nello Musumeci - ha radici antiche e rappresenta un'attività di rilevante valore, da proteggere e promuovere. Il governo regionale lavorerà affinché tale patrimonio non si disperda, ma anzi venga adeguatamente tutelato e valorizzato, avviando tutte le attività necessarie alla realizzazione del progetto di istituzione del Museo della pomice e del Parco geominerario».

La decisione del governo regionale recepisce la analoga volontà espressa da alcune organizzazioni locali, dalla stessa amministrazione comunale e da alcuni quotidiani nazionali e personalità della cultura. In attesa di verificare l'esistenza di eventuali ostacoli burocratici legati alle ultime vicende della cava, l’assessore regionale ai Beni culturali ha già dato incarico alla soprintendenza di Messina di effettuare un un sopralluogo tecnico, nelle località di Acquacalda e Porticello, per verificare lo stato del vecchio mulino e degli stabilimenti.

«L'obiettivo - evidenzia l'assessore Alberto Samonà - è quello di realizzare un Museo e anche un Parco geominerario con funzione didattica, per conservare la memoria e la storia dei luoghi e testimoniare il processo estrattivo e la storia della pomice attraverso foto, documentazioni, testimonianze, oggetti e ricostruzioni del ciclo di lavorazione. Un obiettivo che il nostro governo intende perseguire in collaborazione con l’associazionismo locale e con l’università messinese».

Angelo Sidoti è il responsabile – coordinatore del presidio “Isole Eolie” di Italia Nostra

Il Presidio "Isole Eolie" è ufficialmente istituito. Il dr. Angelo Sidoti ne è il responsabile-coordinatore.
Ci auguriamo tutti che, al più presto, possa essere istituita la Sezione "Isole Eolie" di Italia Nostra.
Dunque, buon lavoro e in bocca al alle amiche e agli amici attivisti delle Isole Eolie.
Cordialmente,
Leandro Janni - Presidente del CR Italia Nostra Sicilia

Ad Angelo, l'augurio per un proficuo lavoro

La famiglia Giambò ringrazia

La ditta Alfa e Omega di Lipari ci gira, per la pubblicazione, da parte del dottore Giambò, una frase di ringraziamento per la partecipazione al lutto per la cara mamma Taranto Rosaria venuta a mancare il 12/6  

" Ci sono momenti nella vita in cui si comprende quando la presenza ed il sostegno siano fondamentali per affrontare un dolore così grande per noi: la perdita di mamma.

Siamo veramente commossi per l'affetto e la vicinanza ricevuti. Nell'impossibilità di farlo singolarmente, un grazie di vero cuore a tutti e un abbraccio virtuale.

Mario, Santina, Mariella Giambò con zio Angelo "

Ricordando… Guglielmo Mazzeo


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

GIORGIANNI: “NON POSSO BLOCCARE SBARCHI”. LA PRO LOCO: ” NON ABBIAMO MAI CHIESTO DI PROIBIRE L’ ACCESSO”

"Nel nostro Paese la mobilità è un diritto costituzionalmente garantito e, siccome io sono un sindaco e non un podestà, il mio dovere è rispettare le leggi. Di certo, non è nei miei poteri limitare il numero di accessi all'isola a meno che non ci siano motivi contingenti e urgenti. Un esempio? Se c'è un'emergenza vulcanica, allora posso firmare un'ordinanza per vietare o limitare gli sbarchi, cosa che peraltro ho fatto, ma sono ordinanze contingibili e urgenti legate a una condizione particolare, non possono disciplinare l'ordinario. Per quello servono leggi e norme generali e nazionali". A dirlo all'Adnkronos è Marco Giorgianni, sindaco del Comune di Lipari, che comprende sei delle sette isole Eolie, replicando a distanza ai firmatari dell'appello lanciato dalla Pro loco 'Amo Stromboli' con le associazioni 'Insieme per Panarea' e 'Noi per Panarea' per uno stop al turismo mordi e fuggi nelle isole dell'arcipelago eoliano.
"Si tratta di un tema che si ripropone sistematicamente", spiega il primo cittadino, che lo scorso maggio ha firmato un'ordinanza che disciplina l'accesso sulle isole alle imbarcazioni più grandi, quelle che hanno un centinaio di posti. "Siamo l'unica amministrazione ad averlo fatto, subendo anche le contestazioni degli imprenditori del settore che lamentano un calo dei fatturati minacciando licenziamenti", sottolinea Giorgianni. Il provvedimento distribuisce la possibilità di ormeggio, alternativamente la mattina o il pomeriggio, secondo i luoghi di provenienza delle barche. "L'ordinanza non riduce il numero totale dei vacanzieri che approdano, un numero importantissimo e sicuramente sproporzionato per le dimensioni dei nostri territori - ammette Giorgianni -, ma punta a distribuire gli arrivi per mantenere le condizioni di sicurezza. E' tutto quello che posso fare. Vietare lo sbarco non è nei miei poteri".

Quest'anno, anzi, l'ordinanza è "ancora più restrittiva - dice ancora il sindaco - perché oltre a disciplinare gli orari, ho fatto sì, con il supporto dell'autorità marittima, di lasciare ogni giorno nel primo pomeriggio due ore in cui non può ormeggiare nessuno per cercare di decongestionare il traffico. E' il massimo che posso fare". Insomma, per il primo cittadino non è "giuridicamente percorribile" nessuna altra strada. Né è corretta una "discriminazione" tra turisti 'stanziali' e 'mordi e fuggi'. "Noi viviamo di accoglienza e chiunque scelga le nostre isole è assolutamente il benvenuto - avverte -. Ovviamente sono ben consapevole che presenze turistiche giornaliere così importanti in territori così piccoli e particolari come le isole minori del mio Comune possano creare dei problemi di vivibilità e una pressione su un sistema di servizi non adeguato a simili presenze. Sono l'unico che ha fatto un'ordinanza che distribuisce nella giornata gli arrivi per limitare il carico e la pressione sul territorio. Non risolve alla radice il problema ma ci sono limiti rispetto a quello che io posso fare", conclude Giorgianni.

LA REPLICA DELLA PRO LOCO AL SINDACO - "Non abbiamo mai chiesto di proibire l'accesso alle isole né fatto alcuna 'discriminazione' tra i turisti, che sono utenti a cui bisogna offrire un servizio adeguato. Il nostro obiettivo è solo scongiurare quello che è accaduto l'anno scorso: serve una regolamentazione degli arrivi". Arriva a stretto giro di posta con l'Adnkronos la replica di Rosa Oliva, presidente della Pro loco 'Amo Stromboli', al sindaco di Lipari, Marco Giorgianni. La querelle è quella che riguarda gli approdi nell'arcipelago eoliano, che durante i mesi di alta stagione arriva ad accogliere oltre 12mila vacanzieri. Troppi per isole piccole come quelle di Stromboli o Panarea. "Noi chiediamo che l'arco temporale di permanenza sull'isola sia ridotto durante i mesi di maggiore affluenza, quando Stromboli 'scoppia' di presenze e raggiunge numeri pazzeschi, e sia ampliato nei mesi di bassa stagione", sottolinea Oliva, parlando anche a nome di Nanni Fadini, presidente di 'Insieme per Panarea' e Federica Rosso, presidente di 'Noi di Panarea', che al primo cittadino tornano a chiedere un incontro. C'è poi un altro aspetto, che per la presidente della Pro loco di Stromboli merita attenzione. "Occorre reinvestire i proventi della tassa di sbarco sull'isola - dice -. Qui i servizi pubblici sono ridotti al lumicino, mancano, a esempio, i servizi igienici pubblici e non esiste un sistema fognario pubblico ma pozzi neri privati. E' necessario poter offrire ai visitatori servizi adeguati, ecco perché occorre reinvestire sull'isola i cinque euro della tassa di sbarco. Si tratta di problemi che si trascinano da anni senza che vi venga posto rimedio", conclude.