Covid in Sicilia. Tasso d’incidenza in discesa

Sono 254 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia su 11.716 tamponi processati, l'indice di positività è del 2,2%. tre i decessi. È quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute.

Ma il dato che oggi più conta è quello relativo all'incidenza che nell'Isola è scesa a 47 casi ogni 100mila abitanti. Significa che, salvo improvvise impennate, la Sicilia il 21 giugno potrà entrare in zona bianca

Eolie come Falun: la pietra di Lipari prenda a modello il rame di Svezia (di GIOVANNI PUGLISI, presidente emerito Unesco Italia)


Unesco Italia attraverso il presidente emerito Giovanni Puglisi, interviene dopo Federculture e Museimpresa, sull’articolo di Gian Antonio Stella sul «Corriere»


(corriere.it ) Le Eolie, Lipari, come Falun. È stata immediatamente l’idea che mi ha attraversato la mente leggendo prima la narrazione geo-letteraria di Gian Antonio Stella e poi le lucide proposte di Antonio Calabrò e Andrea Cancellato, di restituire a Lipari, al suo vulcano e alla sua tradizione di culla della pomice e dell’ossidiana, la dignità di luogo della memoria, ma soprattutto di luogo della dignità del lavoro.

In un momento della nostra vita quotidiana nel quale siamo assaliti da comunicazioni «usa e getta» che bruciano sull’altare della banalità del turismo culturale di massa — oggi forse in nome di un auspicato recupero di vitalità economica — non ci accorgiamo di quanto sarebbe facile e redditivo trasformare luoghi e ricchezze naturali, ma soprattutto tradizioni artigianali e manuali, in parte scomparse, in parte dimenticate, in realtà solide, vive e redditive. Sarebbe proprio il caso della tradizione estrattiva dei «tesori di pietra», le cave di pomice di Lipari.


L’Unesco sarebbe di sicuro attenta e pronta a riconoscere — in aggiunta al patrimonio naturale della montagna bianca, già nelle sue liste — e dare senso e valore alla tradizione estrattiva, che per secoli ha segnato l’economia di quelle isole e la storia di molti tesori monumentali italiani e non solo. L’Unesco ha già fatto qualcosa di simile nel 2001, in Svezia, a Falun, nella centrale Contea di Dalama, iscrivendo, tra i suoi patrimoni, la dismessa miniera di rame, dalla quale, fin dall’XI secolo, si estraevano più dei due terzi del rame che serviva al mondo allora conosciuto, inglese in particolare, per forgiare preziosi oggetti, con un’anima di rame e una lamina esteriore d’argento, i quali, ancor oggi, rappresentano un segmento pregiato della bigiotteria internazionale, conosciuti con il nome della città inglese dove venivano confezionati, Sheffield.

Chiusa la miniera, lo Stato e la Contea svedese di riferimento hanno trasformato la vecchia miniera in un Museo dove la storia, la memoria e la concretezza dell’attualizzazione dei processi produttivi, dalle modalità di estrazione all’arte del trasporto in superfice, a quella della lavorazione della pietra grezza, prima della vendita, sono diventate un’eccezionale scuola della memoria, non solo della manualità dei processi lavorativi, ma anche della dignità della persona e della nobiltà del lavoro soprattutto se usurante. Una vera arte: esattamente quello che richiedono, insieme all’unicità del materiale estratto, le condizioni dell’Unesco per riconoscere il luogo, ma soprattutto l’arte di estrazione e lavorazione della pomice, come patrimonio immateriale dell’Umanità.

Falun, centro di meno di 40 mila abitanti nella sterminata Svezia, oggi è diventato polo di attrazione culturale e turistica: quel turismo culturale dove la cultura è il soggetto e il turismo è il complemento oggetto. Ma dove entrambi costituiscono un binomio indissolubile, in Italia, direi, un assioma.

Le Eolie sono già patrimonio materiale dell’Unesco per la loro ricchezza geologica e l’impareggiabile bellezza naturale, la gente che li abita da secoli e la loro arte dell’estrazione della pomice sono l’altra ricchezza, che insieme, foscolianamente, fanno «bella e santa la terra che li ricetta» e meritano pertanto l’altra faccia del riconoscimento Unesco, quello immateriale. Non occorre molto, occorrono certamente visione politica, memoria storica, coscienza culturale: per la mia ventennale esperienza all’Unesco non sarà facile, ma neppure impossibile. Spetta alla Regione Sicilia il primo passo, son sicuro che altri seguiranno, Fondazioni, imprenditori, università, società civile. Forse riusciremmo a stupire anche Curzio Malaparte.

Ritrovata chiave


Questa chiave è stata ritrovata in prossimità del palazzetto "Nicola Biviano" a Lipari. Chi l'ha smarrita può contattare il 360815132

In arrivo 170 mila metri cubi di acqua. Andranno ad integrare produzione ridotta del dissalatore

Comunicato

A seguito della riunione tenutasi in videoconferenza in data 27 maggio 2021 tra il Sindaco Marco Giorgianni e il Vice Sindaco Gaetano Orto con gli Uffici Regionali, l’Assessore Regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Daniela Baglieri e il Prefetto di Messina, motivato dalla richiesta urgente del Comune di Lipari ai fini di una adeguata integrazione di quantitativi di acqua per l’Isola di Lipari, necessari a scongiurare situazioni di emergenza soprattutto nei mesi estivi, rendiamo noto che si è ricevuto dal Dipartimento Regionale il prospetto di rimodulazione dell’approvvigionamento idrico con navi cisterna – già trasmesso al Ministero della Difesa – che assegna a Lipari oltre 170.000 mc, vista la ridotta e insufficiente produzione del dissalatore.

C’è chi differenzia e chi crea cataste di rifiuti

Che la ditta che espleta il servizio a Lipari abbia numerose lacune lo abbiamo scritto più volte e lo ribadiamo (felici di essere smentiti, ma quando?) ma è pur vero che c'è chi continua impunito a depositare rifiuti ovunque.

La foto di oggi (real time) arriva da Marina Lunga, in prossimità della chiesa, e fa rabbia perchè, a fronte dei tanti domiciliati che differenziano, ci si ritrova davanti casa questo indegno "spettacolo" puzzolente.

Non sappiamo chi siano i responsabili ma se non si vuole continuare a dare un indegno "spettacolo" e non solo ai residenti, qualcosa bisogna fare

Ricordando… Angelino Merlino


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

E lo chiamano salotto. Lettere al direttore




Riceviamo e pubblichiamo:

" Marina Corta, il salotto di Lipari, ha ripreso lustro (si fa per dire), dove i vacanzieri ammirano la location incantevole della piazza e la bellezza del contesto paesaggistico. 

Però non possono non "ammirare" lo stato di abbandono della stessa, con spazzatura dappertutto e aiuole piene di erbacce, ma nessuno vede niente. 

Poveri noi".

Lettera firmata

NDD - Certo una grossa "mano d'aiuto" la danno gli "zozzoni" ma mantenere il decoro, specie  in un sito come Marina Corta, dovrebbe essere compito di chi amministra, anche a costo di perseguire gli "zozzoni". Così certo non è una bella immagine...purtroppo una delle tante!