Subba: “Privazioni su privazioni, situazione intollerabile”

Chi ha deciso di vivere e operare in una piccola isola ha messo nel conto della sua esistenza e della sua attività lavorativa le difficoltà connesse all’insularità.

Ma chi ha fatto tale scelta non pensava di essere condannato ad adottare una disperata strategia della sopravvivenza per lo “SCIPPO” di importanti servizi che, in passato, venivano garantiti in loco.

Nelle Eolie, in cima alla lista “ESPROPRI DIRITTI”, figura l’assistenza sanitaria e, in particolare, quella garantita dall’ospedale di Lipari.


Infatti, l’unico nosocomio dell’arcipelago, giorno dopo giorno, registra carenze di organico e di strutture per cui non riesce a effettuare diverse prestazioni sanitarie e accertamenti diagnostici.

Ma la misura del vivere tocca la curva minima anche per la sottrazione di altri importanti servizi erogati dal punto cliente INPS, dallo sportello dell’Agente della Riscossione, dalla sezione staccata dell’Agenzia delle Entrate.

Si profila anche la chiusura della sezione staccata del tribunale di Barcellona P.G. e una riduzione dei collegamenti marittimi


Anche se noi eoliani siamo una comunità allenata alle sofferenze e privazioni questa situazione è divenuta intollerabile perché ci costringe a recarci nella terraferma per fruire di assistenza sanitaria e/o per il disbrigo di pratiche amministrative.

Le decisioni di sopprimere e/o limitare le strutture di erogazione dei servizi deriva dall’applicazione delle politiche statali e regionali di contenimento dei costi.


 Ma all’esiguo risparmio, che consegue la pubblica amministrazione, si contrappone un gigantescoonere per svariate centinaia di cittadini isolani costretti ad affrontare stress fisici, psicologici ed economici specie quando i mezzi navali sospendono le corse per avverse condizioni meteo-marine o altre cause.

Gli amministratori locali, i rappresentanti di comitati e associazioni e comuni cittadini, più volte, hanno rappresentato, con forza, i problemi che assillano le comunità isolane.

Agli accorati appelli rispondono, talvolta, politici ed esponenti degli organi pubblici mostrando “CATALOGHI DI BUONE INTENZIONI” creando illusioni che finiscono in frantumi per i mancati riscontri. 

 Per fruizione di diritti gli eoliani, e tanti altri abitanti delle piccole isole, siamo gli ultimi della società italiana perché costretti a vivere fianco a fianco con l’abbandono.


Bisogna ricordare che noi isolani siamo destinatari degli stessi diritti umani degli altri italiani che vivono nella terraferma.

Si tratta di diritti inalienabili dell’uomo, ossia di diritti che devono essere riconosciuti a ogni persona per il solo fatto di appartenere al genere umano, indipendentemente dalle origini, appartenenze e luoghi ove la persona stessa si trova.

Ho letto gli apprezzabili interventi del dott. Francesco Del Deo, presidente dell’Ancim, e della professoressa Graziella Bonica che trattano, tra l’altro, il possesso del “super green pass” per viaggiare sui mezzi navali a partire dal prossimo 10 Gennaio 2022. 

 Ma sono rimasto profondamente colpito dalla testimonianza della cara alunna Rosaria Casamento costretta, da tempo, a recarsi nella terraferma per curare una grave patologia. 
 Spero che la conclusione della testimonianza “Stato fai funzionare il mio ospedale così mi curo a casa mia e non ho bisogno di usare i tuoi mezzi” valga a sensibilizzare i responsabili della sanità che, più volte, hanno inserito nei “Cataloghi delle buone intenzioni” il problema senza risolverlo.


A Rosaria porgo affettuosi auguri perché sono convinto che, con la sua forza di volontà e la sua determinazione, riuscirà a vincere questa “battaglia”.

Dottor Giuseppe Subba