No all’ordinanza "anti-bici" nel centro urbano di Lipari: le proposte delle associazioni

Riceviamo e pubblichiamo: 

Siamo costretti a ribadire, dopo quattro anni, la nostra contrarietà a ordinanze come quella recentemente reiterata dal Comune di Lipari che colpiscono in modo generalizzato l’uso delle biciclette nel centro urbano. Siamo ben consci del problema di sicurezza in area pedonale, e della mobilità in generale sull’isola, ma (sorpresa!) non pensiamo che il problema sia rappresentato dalle biciclette.

Pensiamo anzi che in un’isola sempre più motorizzata e veloce, con un piano di mobilità che esclude, invece che includere, gli utenti leggeri, l’uso della bicicletta (mezzo per antonomasia ecologico, democratico e silenzioso) vada incentivato, magari un minimo regolamentato, ma mai ostacolato.

Secondo l’articolo 3, comma 1 n. 2 del Codice della Strada, ecco cosa è un’area pedonale:
“zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi[biciclette, ndr] e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali”.

Sfatiamo quindi da subito un mito: di norma in area pedonale le biciclette e i pedoni possono convivere, ed è auspicabile che lo facciano.
Certo, è nelle facoltà del Comune applicare ulteriori regolamentazioni.
Ma ci pare abnorme la scelte di vietare il transito in area regolamentata da ZTL anche alle biciclette dal primo agosto fino al 31 ottobre, assimilando “velocipedi, velocipedi a pedalata assistita, acceleratori di velocità, overboard, monopattini e skateboard”.

Parliamoci chiaramente: non è colpa di chi va alle Poste, a lavorare, a comprare la frutta o a scuola su una bici da passeggio, se per il Corso sfrecciano alcune “finte” biciclette – che in realtà sono motorini – che possono raggiungere i 40 km l’ora senza nemmeno pedalare.
Si limitino allora questo tipo di mezzi, ma lasciando libero accesso alle bici, soprattutto quelle tradizionali a propulsione umana.

Il Codice della Strada (art. 182 comma 4) parla chiaro: “I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”
La norma dunque esiste, e non ha senso invocare le difficoltà nel controllo 
e nella prevenzione per giustificare il senso di questa ordinanza: sarebbe come dire che è meglio chiudere tutte le banche perché qualcuno ogni tanto decide di rapinarle.

D’altro canto, le statistiche nazionali ci dicono che non risultano incidenti mortali causati da ciclisti, mentre è di traffico pesante che in realtà si muore. Anche nella nostra isola si muore, e si muore per incidenti stradali di, e tra, veicoli a motore.
In assenza di misure volte a moderare la velocità media sulla rete stradale di Lipari e consentano un traffico promiscuo sicuro tra automobili e biciclette (dissuasori, zone 30, piste ciclabili…), scacciare le bici dalle aree pedonali, significa mettere a rischio i ciclisti senza risolvere il problema della sicurezza stradale.


Invitiamo dunque l’Amministrazione a dare un segno di discontinuità rispetto al passato anche in questa materia, modificando l’ordinanza in una forma che tenga conto:

1) della necessità di una distinzione tra biciclette a trazione muscolare e i mezzi motorizzati;
2) della necessità di una valutazione di eventuali limitazioni in alcune fasce orarie dove effettivamente il traffico pedonale può risultare particolarmente congestionato;
3) di limitare in ogni caso il divieto al mese di agosto e non protrarlo in quelli successivi, perché sarebbe un provvedimento ingiustificato e mortificante per chi, nell’ottica di un maggior rispetto dell’ambiente e della qualità della vita, sceglie di usare la bicicletta in luogo dell’auto o del motorino.

Per il futuro, sperando di incontrarci a un tavolo già nel prossimo autunno, auspichiamo che la Giunta comunale si impegni alla stesura di un Piano per la Mobilità Sostenibile, che preveda:

– l’adozione del cosiddetto “biciplan” (piano per la mobilità ciclistica), come previsto dalla Legge nazionale 2/2018, art. 6;- l’introduzione di corsie ciclabili nel territorio comunale, per la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni;
– l’installazione di rastrelliere per il parcheggio delle bici presso i maggiori luoghi di interesse (porto, scuole, uffici pubblici);
– l’avvio di un progetto di bike sharing;
– momenti di formazione ed educazione all’uso sicuro della bici;
– iniziative volte a diminuire la necessità dell’uso della macchina (carpooling, navette che colleghino mega parcheggio e centro storico, intensificazione e ampliamento del servizio di Trasporto Pubblico Locale);
– creazione, nei punti più pericolosi per gli utenti leggeri (pedoni e ciclisti), di zone 30: ovvero strade a velocità massima consentita di 30 km/h.

SOTTOSCRIVONO IL DOCUMENTO

Magazzino di Mutuo Soccorso – Eolie
Nesos
Valentino uno di noi ONLUS
Comitato 20-30
Biodistretto Eolie Aimée Carmoz
Nostros
Soroptimist Isole Eolie
Snoopy Tennis Club