Don Gino Profilio: Saluto di addio ai parrocchiani di Lami

Carissimi:
Domenica scorsa avete ricevuto un lieto annuncio: habemus Papam, che, tradotto significa: avete il parroco alleluia.
E’ stata una grande festa; anche io ho fatto festa ma, per me, quell’annunzio significa che sono giunto al capolinea.

Voi sapete cosa è il capolinea: è la fine di un cammino, cammino che per me è durato 73 anni.
E’ cominciato nell’agosto 1948, è terminato da qualche giorno.
In quel momento tanti i pensieri ed i ricordi, a partire da quel lontano agosto quando mi sono incontrato per la prima volta con i tanti parrocchiani di allora.
Erano tanti, ma molti non li ho potuti dimenticare, specialmente i collaboratori più vicini, che come me amavano la chiesa, da Lo Ricco a Restuccia a Ziino a Merlino a Di Losa a Natoli a Fabro a Iacono; oggi sono tutti nel mondo dei più, ma vivi nei miei ricordi .

Le persone per bene non si possono non si debbono mai dimenticare…. Mai.
73 anni, sono passate tre generazioni, l’umanità ha cambiato i suoi connotati; allora era più semplice, più modesta,più vera, più genuina, più povera, ma una povertà che non pesava, anzi piaceva; quell’umanità aveva un cuore grande così; come il cuore di una madre vera.
73 anni, potevo fare meglio, potevo fare di più? Non lo so, e quest’oggi è il mio rammarico; so soltanto che non ho ricevuto tanti doni, credo di aver ricevuto solo un talento, l’ho trafficato a modo mio;so anche che all’età di 10 anni sono entrato in seminario per la preparazione ; ho fatto una scelta, non l’ho mai tradita, mai, non mi sono tirato indietro mai.
Posso dire: fidem servavi, cioè ho conservato la fede, non ho mai cercato ne onorificenze né applausi; però nella riconoscenza ci speravo, ci speravo tanto; ma va pure bene così.

Arrivò l’anno 2000; l’anno in cui dovevo lasciare, ma si diceva, nell’euforia del momento, questo 2000 sarà il millennio d’oro, il trionfo del bene, e madre Teresa di Calcutta scriveva così:la pelle fa le rughe ed i capelli diventano bianchi, però la tua forza, le tue convinzioni e la tua fede non hanno età ed esortava fino a quando sei vivo sentiti vivo, se ti manca ciò che facevi, torna a farlo;insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni; quando, a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce, quando non potrai camminare veloce, cammina lentamente, quando non ce la fai usa il bastone, ( anche il bastone ho usato) quando il bastone non basta fermati.
Io non mi sono fermato.

Ed ecco la mattina del 10 ottobre la notizia, Peppino Fabro è morto.
Era l’ultimo parrocchiano che mi aveva accolto nel 1948 e accompagnato sempre.
Fino ad oggi tutti i parroci siamo stati figli delle isole, 7 di Canneto ed uno di Lami; oggi si rompe la tradizione, ma non importa, non importa neppure se il parroco sia giovane o vecchio bello o brutto, importa che sia il buon pastore.
Voi amatela la vostra chiesa, siate sempre leali, amanti della verità, non sparlate gli uni degli altri,ricordate che la vita non è sempre pane amore e fantasia, non è una crociera o un viaggio nella luna ma una cosa seria, impegnativa, è una valle di lacrime è un dramma : ed allora risplendano le vostre opere buone davanti agli uomini perché vedano il bene che voi fate e rendano gloria al Padre che è nei cieli.
Vivete in comunione fraterna e avrete la pace.

Don Gino Profilio