Persi i fondi Covid per le famiglie in 23 Comuni. Hanno rinunciato Patti e Lipari. La ricerca di Cgil e la Spi Cgil, il sindacato dei pensionati

(dalla Gazzetta del sud- Articolo di Domenico Bertè) Nei quasi due anni di pandemia, non sono certo mancate le misure economiche straordinarie che hanno dato l'occasione alle famiglie messe in ginocchio dalle mille restrizioni di potersi, quanto meno, garantire la sussistenza minima.

Fra queste misure, una delle più significative, è stata quella messa in campo dalla Regione. Nella legge di stabilità 20-22 del maggio dell'anno scorso alla voce “Interventi a favore delle famiglie siciliane” vennero appostati 100 milioni di euro: 30 in quota Fse e 70 in quota Poc. Sono stati messi a disposizione dei Comuni dell'Isola per le fasce sociali più deboli che non riuscivano a far fronte alle esigenze primarie: dagli alimenti alle medicine passando per i prodotti per l'igiene. Soldi che, per esempio, a Messina sono serviti a finanziare una parte delle nove “campagne” della Family Card.

Su questi fondi la Cgil e la Spi Cgil, il sindacato dei pensionati, hanno fatto una ricerca approfondita che ha fatto emergere che ci sono molti comuni che sul treno degli aiuti per la pandemia, non sono saliti lasciando sul piatto molti milioni di euro che avrebbero fatto comodo ai cittadini di quei territori.

Solo per la provincia di Messina, 15 comuni hanno rinunciato al finanziamento loro destinato e quantificato su base proporzionale rispetto alla loro popolazione. Questi 15 comuni non hanno “incassato” 670.306 euro loro destinati.

Altri 8 comuni sono stati dichiarati decaduti e quindi hanno “perso” 271.950 euro. In base al decreto dirigenziale dell'assessorato alla Famiglia dello scorso luglio in tutta l'Isola sono 43 i comuni che hanno rinunciato alla quota dei Poc per 2.3 milioni, altri 36 non hanno fatto pervenire alcuna manifestazione d'interesse (era il primo dei due step necessari per ottenere le somme) per 5,2 milioni. Totale 7,5 milioni per 79 comuni, fra cui Siracusa. Tutto questo nonostante i solleciti della regione e le istruzioni operative.

In provincia di Messina - come evidenziato dalla ricerca di Cgil e Spi Cgil - i 15 comuni rinunciatari sono: Cesarò ( che aveva a disposizione 32.354 euro), Floresta 6.594, Fondachelli Fantina 15.092, Furnari 53.480, Lipari 179.494, Malvagna 9.324, Militello Rosmarino 17.766, Patti 185.010, Roccella Valdemone 8.778, San Pier Niceto 38.262, San Salvatore di Fitalia 17.402, San Teodoro 18.718, Santa Domenica Vittoria 13.020, Santa Marina Salina 12.376, Torrenova 62.636. Totale, come detto, 670.306 euro. Poi ci sono altri 8 comuni decaduti: Alì 10.276, Caronia 44.996, Novara di Sicilia 17.976, Pace del Mela 87.388, Reitano 10.808, Rodì Milici 28.084, Saponara 54.110, Valdina 18.312; totale 271.950 euro. Messina ha fatto la richiesta e ha portato a termine la procedura per complessivi 3.255.770 euro. Sulla scorta di questa ricerca affinata da Pina Teresa Lontri, responsabile del dipartimento politiche sociali dello Spi, il sindacato analizza come «Alcuni comuni hanno deciso di non aderire completamente alla possibilità di avere attribuite delle somme per finalità socio-economiche, mostrando dunque un totale disinteresse e una immotivata indolenza - dicono Giovanni Mastroeni segretario generale della Cgil e Gaetano Santagati segretaraio dello Spi - altri, per la mancata adesione, hanno addotto quale motivazione una non ben definita complessità delle procedure per accedere ai fondi e/o di avere in organico personale non idoneo per lo svolgimento di tale lavoro, motivi questi che avrebbero dovuto spingere le amministrazioni interessate a chiedere agli uffici regionali la giusta collaborazione e assistenza. Simili comportamenti, a maggior ragione se posti in essere e consumati in danno delle fasce più deboli della popolazione, non possono avere alcuna giustificazione. Nessuno va lasciato solo e nessuno va abbandonato, mentre qui possiamo affermare che famiglie in stato di bisogno sono state completamente ignorate. I 23 comuni della nostra provincia saranno chiamati a spiegare i motivi che li hanno indotti a trascurare la possibilità di offrire delle condizioni di vita migliori alle famiglie bisognose». Entro la fine del mese scorso, i restanti 85 comuni avrebbero dovuto presentare una puntuale documentazione su come hanno speso la prima metà dei fondi e quindi ottenere la seconda. «Vigileremo - dicono Mastroeni e Santagati - affinché vengano impiegate tutte le somme concesse a favore delle famiglie bisognose i quali diritti non vanno negati, ancor più se per negligenza».

NDD DI EOLIENEWS - SIN QUI, QUANTO RAPPRESENTATO DA CGIL, SPI CGIL E SINDACATO DEI PENSIONATI. CI AUGURIAMO DI SENTIRE PRESTO LA CAMPANA DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI INTERESSATE

Conclusa l’operazione “Mare sicuro”. Il bilancio della Capitaneria di porto di Milazzo

Si è conclusa lo scorso 19 settembre l’operazione “Mare Sicuro 2021”, che ha visto dal 19 giugno impegnati i militari del Compartimento marittimo di Milazzo e dei dipendenti Comandi Circondariali marittimi di Lipari e Sant’Agata di Militello nei controlli per garantire la sicurezza di bagnanti e diportisti e per la tutela dell’ambiente marino e costiero.

Sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Catania, l’operazione ha visto operare per l’intera estate pattuglie a terra e mezzi navali che hanno assicurato un costante presidio per la sicurezza sulle spiagge e negli specchi acquei del Compartimento marittimo di Milazzo, attraverso costanti azioni di prevenzione e di promozione della “cultura del mare”, sinonimo di consapevolezza e rispetto del mare e delle regole che ne disciplinano la corretta sua fruizione.

La fase operativa è stata caratterizzata dall’impiego di undici motovedette e mezzi nautici che quotidianamente hanno pattugliato la costa da Villafranca Tirrena a Tusa e gli specchi acquei dell’arcipelago eoliano; durante queste attività sono stati effettuati oltre 3900 controlli che hanno condotto alla contestazione di 349 verbali amministrativi - per un importo complessivo di oltre 32.000 euro di sanzioni - e 4 notizie di reato per la violazione delle pertinenti Ordinanze di sicurezza balneare, del Codice della nautica da diporto e dello stesso Codice della Navigazione. In particolare, l’attenzione delle donne e degli uomini del Compartimento marittimo di Milazzo si è concentrata sul possesso dei previsti documenti di bordo, sui titoli abilitativi, sull’idoneità e l’efficienza dei mezzi e delle dotazioni di salvataggio delle unità da diporto e da traffico e sul rispetto dei limiti di navigazione dalla costa per il rispetto della fascia di mare riservata alla balneazione.

Nel periodo di “Mare Sicuro” – fanno sapere dalla Capitaneria di porto – grazie al coordinato impiego delle motovedette del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera assegnate al Compartimento marittimo di Milazzo è stata prestata assistenza e soccorso a favore di 16 unità da diporto e da pesca, in occasione delle quali sono state tratte in salvo 31 persone.

In seno all’operazione “Mare Sicuro” anche quest’anno è proseguita la campagna preventiva “Bollino Blu”, finalizzata ad ottimizzare i controlli da parte di tutte le forze di polizia operanti sul mare e che prevede il rilascio del bollino ai soli diportisti risultati perfettamente in regola con tutti i documenti e le dotazioni di sicurezza previsti dalle norme. Durante questa stagione estiva nel Compartimento marittimo di Milazzo sono stati rilasciati 120 “Bollini Blu”.

Con l’operazione “Mare Sicuro” si è ulteriormente intensificata l’attività di vigilanza ambientale che ha visto l’effettuazione di 323 mirati controlli all’interno dell’Area marina protetta “Capo Milazzo” e l’applicazione, nei casi di violazioni del disciplinare provvisorio e delle vigenti disposizioni, delle previste sanzioni che da inizio anno ammontano a circa € 50.000.

In occasione dei tanti controlli lungo il litorale sono state altresì accertare occupazioni abusive di specchi acquei ed aree demaniali marittime, che hanno portato al sequestro di 601 attrezzature (ombrelloni, sdraio, gavitelli ecc.) restituendo alla libera fruizione dell’utenza oltre 1400 metri quadrati di tratti di mare e 1200 metri quadrati di spiaggia.

Numeri complessivi che testimoniano l’impegno e la grande attenzione della Guardia Costiera di Milazzo, nel più articolato contesto dell’operazione Mare Sicuro coordinata dalla Direzione Marittima della Sicilia Orientale, per la sicurezza dei bagnanti e più in generale delle diverse attività marittime, con una attenzione particolare rivolta anche alla tutela del prezioso patrimonio marino e costiero ricadente nell’ambito del Compartimento marittimo mamertino.

L’attività di vigilanza e controllo proseguirà anche in questo periodo, per il quale la Guardia Costiera continua a raccomandare sempre la massima prudenza e cautela da parte di bagnanti, di diportisti e di tutti coloro che, a vario titolo, continueranno a fruire del mare per svago o per lavoro.

Allerta gialla a Vulcano, Musumeci costantemente informato dalla Protezione Civile regionale

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, è costantemente informato dalla Protezione civile regionale sulla situazione dell'isola di Vulcano, dopo la dichiarazione di livello di allerta “giallo” da parte del Dipartimento di Protezione civile nazionale, in seguito alle variazioni significative di diversi parametri del monitoraggio vulcanico, rilevate nelle ultime settimane dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente.
La Protezione civile regionale, guidata da Salvo Cocina, sta seguendo, tramite il monitoraggio dell’Ingv, l’evoluzione della situazione. A fini precauzionali, come stabilito durante la riunione straordinaria convocata ieri, supporterà il Comune di Lipari per aggiornare le procedure di emergenza e il piano comunale di protezione civile, verificare la funzionalità dei moli e delle aree di protezione civile. Insieme con Ingv supporterà i Comuni delle Eolie nella informazione alla popolazione.