Bagnamare.. e l’avvallamento infinito


Nuovo avvallamento, ma ormai non è più novità, vista la frequenza, sulla provinciale di Bagnamare.

Sul posto i vigili del fuoco. 

Non occorre la palla di vetro per capire che ci sarà un nuovo intervento tampone (in un'area già oggetto di questo), nuovi soldini che "volano" via. In atesa del prossimo avvallamento

Secondo voi cos’è il “soggetto” nella foto?

Dei ragazzi oggi pomeriggio alle Spiagge Bianche hanno avvistato in mare, in prossimità della riva, e fotografato il "soggetto" (un pesce, un cetaceo? ). 

Più al largo ne hanno avvistato un altro, sembrava di
dimensioni più ridotte. 

Entrambi "vagavano" avanti ed indietro in uno spazio di mare ristretto.

La foto non è chiara ma qualcuno è in grado di dirci di cosa si tratta ?

Aggiornamento - Abbiamo girato la foto a Monica Blasi di Filicudi Wildlife Conservation che ci ha riferito che si tratta di una aguglia imperiale.

Covid: in Sicilia casi ancora in calo maci sono altre 31 vittime

Continuano a scendere i casi di coronavirus in Sicilia. Dopo i 789 casi di ieri su 22.377 tamponi processati. Nell'isola nelle ultime 24 ore si sono registrati 616 nuovi casi a fronte di 25.206 test effettuati, con una incidenza di positivi di quasi il 2,5%, tasso che continua a scendere. Quello che invece fatica a scendere è il dato sui decessi: si contano, infatti, altre 31 vittime
Buone notizie sul fronte dei guariti con 1.685 siciliani affetti dal Covid che sono risultati negativi tra ieri e oggi.

Covid: in Sicilia casi ancora in calo maci sono altre 31 vittime

Continuano a scendere i casi di coronavirus in Sicilia. Dopo i 789 casi di ieri su 22.377 tamponi processati. Nell'isola nelle ultime 24 ore si sono registrati 616 nuovi casi a fronte di 25.206 test effettuati, con una incidenza di positivi di quasi il 2,5%, tasso che continua a scendere. Quello che invece fatica a scendere è il dato sui decessi: si contano, infatti, altre 31 vittime
Buone notizie sul fronte dei guariti con 1.685 siciliani affetti dal Covid che sono risultati negativi tra ieri e oggi.

Ricordando… Giovanni Artale

Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

Ritrovato spiaggiato a Vulcano un capodoglio in avanzato stato di decomposizione

La carcassa di un capodoglio, in avanzato stato di decomposizione, (vedi foto) è stato individuato a Vulcano, per la precisione in prossimità di Gelso. lungo le coste di Vulcano. E' in corso la valutazione delle cause di morte da parte di Filicudi Wildlife Conservation,  insieme agli esperti del #CERT, partners del progetto #Life #Delfi cofinanziato dalla Comunità Europea e finalizzato alla mitigazione degli impatti della pesca sui cetacei.

Lo rende noto la biologa Monica Blasi

Venti anni di NESOS (di Pietro Lo Cascio)

Quest’anno Nesos festeggia venti anni di attività. Era il 2001, infatti, quando i tre soci fondatori – Giuseppe Allegrino, Christian Del Bono e Pietro Lo Cascio – ratificavano la costituzione dell’associazione nello studio dell’indimenticabile “magnifico” notaio Mimmo Scolarici.

Venti anni rappresentano un traguardo importante, in un tempo segnato dalla crisi dell’associazionismo e dal proliferare di esperienze che spesso si estinguono a breve termine.

All’inizio, il nostro statuto poteva apparire fin troppo ambizioso: sviluppo e valorizzazione del turismo naturalistico e culturale, educazione ambientale, ricerca e studio della biodiversità, guardando anche oltre i confini delle Eolie, ad altri contesti insulari; in greco antico, infatti, “nesos” significa “isola”, ovvero quello spazio circoscritto che – a dispetto dell’estensione spesso modesta – ha esercitato da sempre una profonda suggestione nel pensiero e nell’immaginario collettivo.

Sei anni dopo, nel 2007, la commissione IUCN in visita al Sito UNESCO Isole Eolie ha raccolto il nostro messaggio, presentando Nesos come esempio positivo di sviluppo sostenibile nel corso della 31a Sessione del World Heritage Committee a Cristchurch (Nuova Zelanda).

Oggi ci sembra l’occasione giusta per trarre un bilancio complessivo e ripercorrere le tappe di due decenni di lavoro nelle isole e per le isole.


Sui sentieri delle Eolie

Quando un territorio passa in modo repentino da una dimensione rurale a un’economia quasi esclusivamente basata sul turismo, rischia di smarrire la propria identità; si dimenticano rapidamente parole, abitudini, valori, e anche luoghi. Partendo da questa considerazione, dal 2006 Nesos ha organizzato cicli di escursioni domenicali, libere e gratuite, per riavvicinare gli isolani – e i visitatori “fuori stagione” – ai sentieri e ai luoghi più espressivi dell’arcipelago. In quattordici anni, gli appuntamenti di “Conosci le tue isole?” hanno registrato numeri insperati: complessivamente più di cinquecento partecipanti, tra cui molti ragazzi – allora studenti delle scuole medie, oggi qualcuno all’università – che per seguire il calendario di Nesos rinunciavano volentieri al pranzo domenicale, con un record di novanta adesioni a un’escursione al chiaro di luna sul cratere di Vulcano, qualche anno fa; più di sessanta percorsi diversi, praticamente tutti i sentieri (più o meno) percorribili delle Eolie. Accanto all’emozione della scoperta di paesaggi insospettabili a poca distanza da casa, allo spirito di comunità tipico delle nostre passeggiate e che ha uno straordinario valore sociale, uno dei successi dell’iniziativa è avere stimolato la nascita di altri gruppi di trekker isolani e contribuito alla diffusione di una “cultura del camminare” a livello locale.

Un’altra iniziativa di “recupero” di antiche conoscenze che ha riscosso molti apprezzamenti è stata il corso di fitoalimurgia, ciclo di lezioni teoriche e sul campo sulle piante commestibili e sul loro utilizzo, ripetuto per quattro anni consecutivi grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione SS. Cosma e Damiano, del Numero Zero, del Ristorante ‘E Pulera, di Alessandra Dal Zotto e naturalmente alla simpatia e alla competenza del docente, il botanico Alfonso “Fofò” La Rosa.

Tra gli impegni professionali dei soci – guide naturalistiche affiliate all’AIGAE – figura invece l’offerta di un calendario di escursioni settimanali aperte agli individuali, che ha permesso anche a visitatori italiani e stranieri non organizzati in gruppi di esplorare le isole accompagnati in sicurezza lungo i loro sentieri.

Sempre per i visitatori che scelgono formule autonome, Nesos ha realizzato nel 2009 in collaborazione con Federalberghi la guida ai “15 migliori sentieri delle Eolie”, stampata in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), che ha ormai quasi esaurito l’originaria tiratura di 3000 copie; presso la sede dell’associazione è inoltre disponibile la “Carta dei sentieri di Lipari”, mentre sullo stesso tema stiamo realizzando un prodotto innovativo e aggiornato in collaborazione con Ragusi Editore.

In un sentiero abbandonato è però difficile camminare: per questo motivo, insieme ai volontari di Legambiente e del Magazzino di Mutuo Soccorso, negli ultimi anni i soci di Nesos hanno partecipato a iniziative di pulizia dei sentieri che rappresentano una grande risorsa per il turismo e che tuttavia giacciono in uno stato di perdurante abbandono, nonostante decine di appelli accorati.

 

Divulgare l’importanza del patrimonio naturalistico dell’arcipelago

Soci di Nesos sono autori delle più importanti pubblicazioni divulgative sulla natura delle Eolie apparse negli ultimi venti anni: la “Guida naturalistica alle Isole Eolie” di P. Lo Cascio ed E. Navarra (L’Epos, Palermo, 2003), il capitolo sull’arcipelago in “L’Italia dei vulcani” (Touring Club Italiano, Milano, 2007), la “Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie” di N. Calanchi, P. Lo Cascio, F. Lucchi, P.L. Rossi e C.A. Tranne (LAC, Firenze, 2007) e il primo volume dedicato all’arcipelago di “Luoghi e natura di Sicilia” di P. Lo Cascio (Danaus, Palermo, 2017), per citare le principali. Nesos ha inoltre collaborato attivamente nella stesura della recente guida sulle Eolie pubblicata da Lonely Planet, che nel 2018 ha indicato l’arcipelago tra le 30 mete imperdibili a livello globale.

Nel 2012, l’associazione ha curato l’allestimento e i tabelloni della parte dedicata alla paleontologia delle Eolie nella sezione Territorio Uomo Ambiente del Museo Archeologico Regionale “L. Bernabò Brea”. Entro la prossima estate prevediamo invece di aprire al pubblico l’Erbario Eoliano, un piccolo museo botanico allestito a Salina in collaborazione con il Comune di Malfa e con la Città Metropolitana di Messina, che gestisce la Riserva naturale orientata “Montagne delle Felci e dei Porri”.

In questi anni abbiamo collaborato con molte riviste specializzate (come “Trekking & Outdoor”, “Traveller”, “Dove”, “Bell’Italia”, “Gardenia”, “In Viaggio”, per citarne solo alcune) e con programmi televisivi come “Linea Verde”, “TG Leonardo”, “Geo & Geo”, “Sereno Variabile”, “Ambiente Italia”, “Atlantide”, fino alle recenti puntate di “Linea Blu” realizzate nel 2020; abbiamo inoltre collaborato alla realizzazione dei documentari della serie Wild Italy “L’uccello delle tempeste” e “Le Galapagos del Mediterraneo” di Francesco Petretti, andate in onda su Rai5.

Il sito web dell’associazione (www.nesos.org), dove oltre alla descrizione degli itinerari si trova una sezione dedicata alla storia geologica, alla flora e alla fauna dell’arcipelago, è diventato un indispensabile riferimento per una vasta utenza alla ricerca di informazioni naturalistiche aggiornate e rigorosamente attendibili sulle Eolie, ed è stato citato tra le reference in prestigiose riviste internazionali, come “Journal of Biogeography”.

Vogliamo ancora ricordare l’attività di educazione ambientale svolta sul territorio – nell’ambito di diverse iniziative organizzate con le scuole di vario ordine e grado di Lipari – e in una proiezione più ampia, grazie a rapporti di collaborazione pluriennali instaurati con il Liceo “Monti” di Chieri, con Tour Operator specializzati nel settore del turismo scolastico (Rayburn Tours, Gigatour) e, dal 2015, come partner dell’Institut Méditerranéen de Biodiversité et d’Ecologie dell’Università di Aix-Marseille per esperienze formative di ricerca sul campo (école de terrain) degli studenti del Master in Biodiversità, Ecologia ed Evoluzione.

Infine, e con un certo sforzo – non beneficiando di alcun contributo pubblico – l’associazione ha allestito una bibliotecache comprende oltre un migliaio di pubblicazioni scientifiche e non sulle Isole Eolie e più di 3000 testi dedicati ad altri ambienti insulari e ad argomenti scientifici; la nostra biblioteca, in continuo aggiornamento, è sempre aperta alla consultazione da parte di ricercatori o semplici curiosi.

Le Eolie in una proiezione nazionale e internazionale

Nel 2004 Nesos ha organizzato il 5thInternational Symposium on the Lacertids of the Mediterranean Basin, tenuto a Lipari dal 7 all’11 maggio, che ha riunito un centinaio di zoologi provenienti da una ventina di diversi Paesi. Gli atti del simposio sono stati pubblicati con il titolo “Mainland and Insular Lizards: a Mediterranean Perspective” dalla Firenze University Press nel 2006.

Nel 2020 avremmo dovuto organizzare il XIII Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica, una delle più importanti società scientifiche nazionali che riunisce esperti di anfibi e rettili; a causa della pandemia, l’appuntamento è stato rimandato al settembre 2021 e si prevede l’adesione di oltre 150 studiosi, tra i quali alcuni relatori stranieri.

Nel 2009 l’associazione ha aderito al progettoPIM Petit îles de Mediterranee, iniziativa dedicata alla conservazione delle piccole isole del Mediterraneo, originariamente avviata dal Conservatoire du Littoral e oggi trasformata in un’associazione internazionale, dove Nesos ha un rappresentante nel consiglio direttivo. Siamo infatti convinti che piccole realtà accomunate da una peculiare geografia, come le isole, possano acquisire una maggiore forza e visibilità solo facendo rete tra loro. In quest’ottica, abbiamo più volte aderito alla manifestazione “Celebrate Islands” promossa da PIM e SMILO con incontri e conferenze su temi insulari.

Nel 2013 e 2014 siamo stati anche partner del progetto internazionale MED-JELLYRISK, fornendo supporto logistico a esperienze-pilota di mitigazione del rischio meduse e organizzando incontri divulgativi.

 

Ricerche sulla biodiversità delle isole

Nesos ha dato un forte impulso alla conoscenza della biodiversità delle Eolie: i censimenti dell’avifauna stanziale e migratoria condotti tra il 2007 e il 2008 su incarico della Ripartizione Faunistico-venatoria e ambientale di Messina, e proseguiti con la pubblicazione di “Gli uccelli delle isole circumsiciliane” sulla rivista “Il Naturalista siciliano” (2015); il monitoraggio del falco della regina e degli uccelli marini, che hanno portato alla scoperta delle colonie eoliane di uccello delle tempeste, i cui risultati sono stati presentati al convegno internazionale “Conservation of marine and coastal bird of Mediterranean” ad Hammamet (2015); gli studi sulla lucertola delle Eolie, specie endemica rara e minacciata, che hanno permesso di conoscere a fondo la consistenza delle popolazioni, la biologia e i problemi di conservazione; le indagini faunistiche sugli invertebrati dell’arcipelago, in particolare sugli insetti, che hanno portato alla scoperta di sei specie nuove per la scienzache vivono esclusivamente alle Eolie; le ricerche botaniche, iniziate con la collaborazione al progetto LIFE NATURA “Eolife99” e proseguite con l’aggiornamento delle banche-dati floristiche, il monitoraggio di specie endemiche e minacciate, la “riscoperta” della rarissima Anthemis aeolica, la pubblicazione della flora di tutti gli isolotti minori dell’arcipelago, la segnalazione di specie aliene e invasive; inoltre, in collaborazione con l’ISPRA e la Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo è stato avviato un progetto per l’identificazione e la catalogazione di varietà locali di alberi fruttiferidelle Eolie, i cui primi risultati sono apparsi nei “Quaderni Natura e Biodiversità” con il titolo “Frutti dimenticati e biodiversità recuperata. Il germoplasma frutticolo e viticolo delle agricolture tradizionali italiane” (ISPRA, 2013).

Ma oltre a “giocare in casa”, i soci di Nesos hanno partecipato a progetti di ricerca e missioni in tantissime altre isole: lo studio e conservazione dell’erpetofauna della Riserva naturale orientata di Lampedusa (2005-2006), il monitoraggio delle colonie di uccello delle tempeste a Marettimo gestito dalla Stazione di Inanellamento dell’Università di Palermo (2008 e 2011), le ricerche sull’erpetofauna di Lavezzi (2010, 2012) e del Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena (2011-2012), in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, le missioni PIM per il biodiversity assessment delle isole tunisine Kuriate (2014), Djerba e Kneiss (2015) e di quelle dell’Albania meridionale (2017); a queste si aggiungono missioni organizzate in forma autonoma, come quelle nell’isola di Socotra nello Yemen, e nelle isole São Tomé e Principe nel Golfo di Guinea, che hanno permesso la scoperta di decine di specie nuove per la scienza e di altre interessanti novità.

I risultati di questa intensa attività si sono concretizzati nella pubblicazione di oltre un centinaio di articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali e diverse monografie, tra le quali un volume della prestigiosa collana “Fauna d’Italia” (consultabili su www.nesos.org/pubblicazioni.html).

 

Ribadire il valore della scienza: il Darwin Day

Dal 2012 Nesos organizza annualmente il “Darwin Day”, una giornata dedicata all’evoluzione e alla scienza, che cade a febbraio a ridosso dell’anniversario della nascita del grande naturalista inglese; la sala messa generosamente a disposizione dall’Hotel Gattopardo è stata sempre piena di attenti spettatori che hanno ascoltato decine di relatori sui temi più svariati, ma immancabilmente collegati al mondo della natura. All’inizio, il Darwin Day di Lipari era l’unico – o tra i pochi – ad essere organizzato nel Sud Italia; poi ha stimolato la nascita di altri eventi analoghi, come quelli tenuti nel 2017 a Catania e nel 2020 a Milazzo. Ciò rafforza la nostra convinzione che la scienza debba valicare i ristretti confini degli “addetti ai lavori” e aprirsi a un vasto pubblico.

 

Oltre natura e scienza: promuovere la cultura e la socialità

Sono tantissime le iniziative organizzate e promosse in sinergia con altre associazioni: con EventiEolie, la prima rassegna di tango argentino “Lipartango” (2006); con Spazio Aperto, la rassegna teatrale e musicale “Oradaria” nel suggestivo spazio delle ex-carceri del Castello di Lipari (2012 e 2013); con I.Dee, la presentazione del libro “I padrini del Ponte” di Antonio Mazzeo (2011); con il Museo “L. Bernabò Brea”, le “Letture Malapartiane” di Pino La Greca e la mostra “Contaminazioni: dall’età del Bronzo alle collezioni artistiche eoliane moderne e contemporanee” presso la Chiesa di S. Caterina (2012); con l’Associazione Amici del Museo “L. Bernabò Brea”, il ciclo di eventi “Serate sulla Torre” e la mostra “Donne, gioielli e profumi: una lunga storia d’amore” (2013); la conferenza “Imprevedibilità della natura: il vulcano islandese Eyjafjallajokull” tenuta nel 2010 dal compianto professor Luigi Rossi…

La lista la interrompiamo qua; potrebbe continuare ancora, ma ciò che vuole esprimere è un messaggio semplice: insieme si può e si deve fare tanto, perché la cultura e la conoscenza sono indispensabili per fare crescere la coscienza e la consapevolezza.

 

Questo lungo elenco, in realtà, è breve se paragonato a venti anni di entusiasmo, di passione, di impegno e lavoro quotidiano, di piccole e grandi sfide.

Abbiamo operato “dal basso”, senza aiuti – gli unici finanziamenti finora ricevuti sono quelli aggiudicati attraverso regolari bandi e selezioni e finalizzati a progetti scientifici – puntando alla valorizzazione del patrimonio naturale e ambientale dell’arcipelago, che rappresenta la prima e fondamentale risorsa per la nostra realtà territoriale; a un turismo meno invasivo e diffuso nell’arco di più stagioni, dal volto più “umano”; a ricostruire un rapporto tra gli isolani e le isole, che innanzitutto sono la loro terra, ma anche Patrimonio dell’Umanità per l’inestimabile valore che rivestono; a diffonderne la conoscenza, strumento essenziale per una piena comprensione di questo valore e per preservarlo nel tempo.

Crediamo di avere raggiunto molti degli obiettivi prefissati venti anni fa, e per questo vogliamo ringraziare sinceramente tutti gli amici che, in forme diverse, hanno creduto e sostenuto le attività di Nesos.

Continueremo a lavorare in questa direzione, e magari tra altri venti anni ne riparliamo.

Vigili all’ingresso e all’uscita della scuola di Lipari centro…cercasi. Lettere al direttore

Gentile direttore,
volevo evidenziare che, nella scuola elementare di Lipari centro,  non ci sono vigili  urbani nè all' entrata nè all'uscita degli aluni ed e' un vero caoscon macchine posteggiate in doppia fila e sui marciapiedi. Senza dimenticail transito degli autobus di linea.
Tutto questo rende impossibile ed altamente pericoloso passare con il passeggino o con i bambini.
Una situazione intollerabile alla quale urge porre rimedio
Liliana Rapisarda

Aree inquinate: dalla Regione un bando da 16 mln per le bonifiche

 È attivo il bando da 16,6 milioni di euro destinato alla bonifica di aree inquinate in Sicilia. L’avviso consentirà di intervenire sui numerosi siti censiti all’interno del Piano regionale delle bonifiche classificati secondo un diverso ordine di pericolosità. Il governo Musumeci intende così mettere in sicurezza le centinaia di vecchie discariche dismesse e le aree a rischio che per decenni hanno rappresentato uno scempio ambientale oltre che un pericolo per la salute dei cittadini.

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e si ha tempo fino a metà marzo per presentare l’istanza. Il provvedimento - redatto dal dipartimento Acque e rifiuti e a firma del dirigente generale Calogero Foti -  prevede contributi finanziari in conto capitale alle pubbliche amministrazioni fino al 100 per cento dei costi totali ammissibili dell’operazione. Le somme a disposizione saranno stanziate in due diverse finestre e rientrano all’interno del Po Fesr 2014/2020 (Azione 6.2.1 “Bonifica di aree inquinate secondo le priorità previste dal Piano regionale di bonifica”).
 
Il bando dell’assessorato regionale all’Energia, guidato da Alberto Pierobon, stabilisce che saranno ammessi a finanziamento i progetti di “messa in sicurezza permanente”, “bonifica” e “ripristino ambientale”. Nel rispetto del principio “chi inquina paga”, non sono ammissibili operazioni su “aree produttive” e su discariche private. Tra i criteri oggettivi di valutazione ci sono: la riduzione dei rischi per i cittadini; il grado di pericolosità degli inquinanti presenti sui siti da bonificare; e la presenza di un Piano di riutilizzo o tutela dell'area oggetto di bonifica.

Covid: Consigliera Fiordalisi (Malfa) presenta istanza per vaccinazione a Salina

All’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’

On. Ruggero RAZZA

AL DIRETTORE GENERALE ASP MESSINA

Dott. Paolo LA PAGLIA

AL DIRETTORE SANITARIO ASP MESSINA

Dott. Bernardo ALAGNA

AL DIRETTORE DEL DISTRETTO SANITARIO DI LIPARI

ASP MESSINA

Dott. Bruno NATALE

C. A.  AL SINDACO DI MALFA

Dott.ssa Clara Rametta

C.A.  AL SINDACO DI LENI

Prof.re Giacomo Montecristo

C.A.  AL SINDACO DI SANTA MARINA SALINA

Dott.re Domenico Arabia


OGGETTO: Richiesta di vaccinazione in loco

A fine febbraio in Sicilia dovrebbe partire la vaccinazione per la popolazione over 80 e verosimilmente l’Isola di Salina, così come le altre isole minori eoliane, eccetto forse Lipari , non farà parte dei territori italiani individuati tra i centri di somministrazione dei vaccini anti-Covid.

I cittadini di Salina che vorranno vaccinarsi, è giusto che cio' possa avvenire nel loro territorio.

Se l’isola di Salina non sarà inserita tra i centri di somministrazione dei vaccini anti-Covid saremo costretti a spostarci a Milazzo o a Barcellona, o addirittura a Messina. Nell’ipotesi migliore a Lipari, sempre se quest’ultima sarà inserita tra i centri di vaccinazione.

I nostri ultraottantenni, ma anche le persone più fragili, per vaccinarsi dovrebbero prendere un aliscafo, magari sfidando anche le intemperie e rischiando di non poter rientrare a causa delle condizioni avverse del mare.

Molti ultraottantenni non prendono un aliscafo da anni, perché le condizioni di salute non lo permettono, e se consideriamo anche tutti gli altri abitanti aventi diritto, avremo un ingente numero di persone a fare la spola con la terra ferma per ben due volte, visto e considerato che affinché il vaccino sia efficace è necessario un richiamo dopo poche settimane.

La condizione di insularità rappresenta un grave ostacolo in termini di mobilità legato ad un elevato rischio di contagio, soprattutto per le categorie più deboli e fragili della popolazione.

Chiedo, pertanto, che tutti i cittadini dell’isola di Salina, ma in generale tutti i cittadini residenti nelle isole minori eoliane, vengano sottoposti alla vaccinazione in loco e possibilmente prima dell’inizio della prossima stagione turistica.

Malfa, lì 04/02/2021

                                                                                                                       Fiordalisi Vincenza 

 Consigliere Comunale del Comune di Malfa

La storia delle Eolie…conosciamola attraverso lo storico Giuseppe La Greca. Oggi: Il professor Luigi Bernabò Brea

Luigi Bernabò Brea
Luigi Bernabò Brea, è nato il 27 settembre 1910 a Genova, ha compiuto gli studi in quella città, dove si è laureato in Giurisprudenza nel 1932; in seguito, per seguire la propria vocazione, si è iscritto all’Università di Roma e si è laureato in Archeologia nel 1935. Alla fine del 1941 Luigi Bernabò Brea è stato trasferito a Siracusa, alla Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, che ha diretto per 32 anni fino al suo collocamento a riposo avvenuto nel 1973, dedicandole la massima parte della sua vita di studioso e di amministratore. Terminata la guerra, si è dedicato immediatamente a risistemare e restaurare i monumenti devastati e a riorganizzare il Museo di Siracusa, nella vecchia sede di Piazza Duomo, riaprendolo parzialmente fin dal 1947 e totalmente nel 1949. In questo momento ha potuto inoltre iniziare una prima attività di ricerca sul terreno, rivolta soprattutto all’esplorazione delle regioni più lontane dalla sede della Soprintendenza e archeologicamente meno conosciute. Fra il 1947 e il 1950 si datano le prime ricognizioni effettuate nelle isole Eolie e gli scavi al Piano Quartara e al villaggio del Milazzese a Panarea.

È impossibile riassumere l’intensissima attività che Luigi Bernabò Brea ha svolto dal dopoguerra al 1973, come dirigente della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, nelle cinque province della sua giurisdizione nel campo della tutela, della conservazione e del restauro dei monumenti archeologici, della ricerca sul terreno, dello scavo, della creazione di zone archeologiche organizzate, di antiquaria ad esse relativi, di musei locali.
Nell’impossibilità di seguire personalmente la ricerca scientifica sul troppo vasto territorio della Soprintendenza, pur mantenendo quale Soprintendente la responsabilità e la sorveglianza dell’attività che si veniva svolgendo, egli ha affidato importanti lavori ai suoi collaboratori, tra cui Gino Vinicio Gentile, Paola Pelagatti, Giuseppe Voza e Madaleine Cavalier, ed ha incoraggiato inoltre la collaborazione con Istituti stranieri, quali L’Ecole Française di Roma che ha allora avviato gli scavi a Megara Hyblaea, l’Università di Princeton a Morgantina e numerosi altri.
Tra le innumerevoli indagini che sono state allora effettuate, si possono ricordare in questa sede quelle principali nel campo preistorico: gli scavi dei villaggi del Milazzese a Panarea, di Capo Graziano, Filo Braccio, Casa Lopez a Filicudi, di Serro dei Cianfi e Portella a Salina, di Castellaro Vecchio, Piano Conte, Diana e del Castello a Lipari, delle necropoli di Piazza Monfalcone a Lipari e di Milazzo.
Da parte sua, Luigi Bernabò Brea ha concentrato i propri interessi di studioso soprattutto sulle Isole Eolie dove si è potuto avvalere della collaborazione di Madaleine Cavalier fin dal 1951. Entrambi ricercatori della ricerca scientifica francese, C.N.R.S. (La signora Cavalier dopo la morte del professore ha proseguito il suo lavoro ed ha continuato a pubblicare tutto quello che era nel loro programma).
A partire dal momento del suo collocamento a riposo, avvenuto nel gennaio del 1973, Luigi Bernabò Brea si è dedicato quasi completamente alle Isole Eolie e al Museo di Lipari. A causa di una serie di circostanze favorevoli, gli scavi delle Isole Eolie sono stati particolarmente fortunati. A Lipari, per quanto riguarda la preistoria, sul Castello e nella piana sottostante è venuta in luce una regolarissima successione stratigrafica che ha permesso la ricostruzione dell’evoluzione culturale dagli inizi del Neolitico medio fino all’età storica, e che costituisce tuttora il paradigma per l’evoluzione culturale anche della Sicilia e dell’Italia meridionale. Le stazioni minori della stessa isola e gli insediamenti di Filicudi, Panarea e Salina hanno offerto importantissime conferme e complementi al quadro che gli scavi del Castello di Lipari permettevano di ricostruire.
Per lo stesso fenomeno geologico a cui è dovuta l’eccezionale stratigrafia del giacimento del Castello, è giunta pressoché intatta anche la vasta necropoli della Lipára Cnidia, estesa sulla contrada Diana, che, sepolta sotto metri di sedimenti eruttivi, si può dire l’unica delle grandi necropoli contemporanee della Sicilia, della Magna Grecia e dell’Etruria ad essere sfuggita ad un plurisecolare saccheggio. Lo scavo sistematico di essa (a tutt’oggi più di 2600 tombe di età greca e romana) ha costituito una fonte inesauribile di informazioni nei campi più diversi e ha fornito una massa di reperti talvolta di elevata qualità storico – artistica, oltreché di interesse archeologico, soprattutto nel campo della ceramica a figure rosse. Ha rivelato altresì due singolarissimi artigianati locali: quello della ceramica policroma, fiorita nella prima metà del III secolo a.C. ad opera del Pittore di Lipari e di altri maestri della sua cerchia, e quello delle terracotte di argomento teatrale (modellini di maschere della tragedia, del dramma satiresco e della commedia, statuette di attori comici o satiresche) che inizia nei primi anni del IV e si sviluppa per un secolo e mezzo. Gli oltre 1300 pezzi rinvenuti offrono una documentazione eccezionalmente ricca e completa sul costume scenico del teatro greco, sull’arte della maschera e sulla loro evoluzione.
Frutto di queste ricerche è stata la creazione del Museo Eoliano, in continua e rapida espansione nei diversi padiglioni sul Castello di Lipari.
I resoconti degli scavi eoliani sono stati presentati nella serie Meligunìs Lipárainiziata nel 1960 e giunta ormai all’XII volume.
Luigi Bernabò Brea è scomparso il 4 febbraio 1999, mentre stava lavorando all’XI volume di Meligunìs Lipára, lasciando ai liparoti un patrimonio straordinario, unico nel Mediterraneo.
Professore, Grazie per averci restituito il nostro passato
Knidi tou Lipara
Giuseppe La Greca