Covid: Anche oggi numeri in crescita in Sicilia. Seconda per casi solo al Veneto

Sono 1.913 i nuovi positivi in sole 24 ore in Sicilia (ieri 1.587) e ben 40 le vittime. È quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute. La nostra regione, oggi, ha il secondo maggior numero di casi; la precede solo il Veneto con 2.134.

I ricoveri in area non critica salgono di 44 unità, quelli in terapia intensiva sono sostanzialmente stabili (uno in più rispetto a ieri). I tamponi effettuati 10.743, per cui il tasso di positività è del 17,8% (un poco più basso di ieri quando era stato del 18,2), nettamente più alto di quello nazionale che oggi è sceso al 10,05%.

Attualmente ci sono 44.038 positivi di cui 1.342 ricoverati, 209 in terapia intensiva e 42.487 in isolamento domiciliare. Dall'inizio della pandemia sono 111.555 le persone contagiate. I guariti salgono a 64.712.

La distribuzione nelle province vede Palermo con 582 casi, Catania con 486, Messina 331, Trapani 231, Caltanissetta 123, Agrigento 52, Enna 46, Ragusa 41, Siracusa 21.

Ricordando… Giacomino Spanò


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Chiofalo: “Assembramenti senza distanze e mascherine insulto al buonsenso e a chi rispetta le regole”

Non ci siamo.
Sembra non sia ancora entrato in testa a molti che per evitare rischi di contagio diffuso (per la nostra piccola realtà sarebbe un dramma) non si può derogare al rispetto delle prescrizioni: i comportamenti devono essere, quanto più possibile, in linea con queste ultime!
In troppi luoghi pubblici o aperti al pubblico di Lipari si continua ad assistere ad assembramenti e mancato rispetto delle più elementari disposizioni in materia di contenimento del contagio, nonostante il rischio altissimo che la difficilissima situazione regionale e di città vicine come Messina dovrebbe rendere chiaro a chiunque.
La Sicilia rischia di finire in “zona rossa” (Messina lo è già), vedere ancora persone assembrate senza distanze e mascherina in luoghi di ritrovo e spazi pubblici è un insulto al buonsenso ed a coloro che rispettano responsabilmente le regole.
Rifletterei sul fatto che, oltre al rischio sanitario ed alla libertà di movimento già fortemente compromessa, se nei prossimi 2/3 mesi non pieghiamo la circolazione del virus ed il rischio di contagio (con comportamenti adeguati e vaccino), è in gioco anche la prossima stagione turistica.
Davvero siamo tanto irresponsabili e autolesionisti da non accettare una temporanea e necessaria rinuncia alle solite abitudini?
Tornerà il tempo in cui saremo liberi di incontrarci e chiacchierare alitandosi in faccia, di assembrarsi, di fare feste, aperitivi, pranzi e cene di gruppo spensieratamente…
Tornerà presto, ma non è oggi quel tempo.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO